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FEDERICO TONTODONATI ALLO “SPECCHIO” IN BOEMIA PER LA COPPA EUROPA DI MARCIA

Domenica a Poděbrady, Cechia, la prova continentale vedrà in gara il marciatore di Torino che da quasi un anno si allena con SuperOp, la soluzione che consente di valutare il carico interno dell’atleta e fornisce indicazioni sull’ottimizzazione dei volumi di allenamento. Una chiacchierata tra Federico e il padre coach Mauro alla vigilia della partenza per la Repubblica Ceca.

È tempo di marcia e nel weekend, a Poděbrady in Repubblica Ceca, riprende la stagione internazionale con la Coppa Europa. In programma gare per uomini Elite (50 e 20 km) e donne Elite (20 km) oltre alle prove per gli atleti Under20 sulla distanza dei 10 chilometri.

Buone possibilità di medaglia per la squadra italiana nella prova dei 50 chilometri, che vede nel quartetto azzurro il torinese Federico Tontodonati, reduce da un argento ai tricolori su distanza 20 chilometri.

«Mi sento bene e naturalmente una gara così lunga nasconde molte insidie – commenta il 28enne dell’Aeronautica Militare – ma resto ottimista e concentrato».

Da quasi un anno il marciatore torinese e il padre Mauro, suo allenatore, utilizzano SuperOp per valutare il carico interno dell’atleta e aiutare a ottimizzare i volumi di allenamento.

Il sistema considera i parametri di frequenza cardiaca e pressione minima e massima (rilevati prima di alzarsi dal letto) e, attraverso una app sullo smartphone, fornisce l’indicazione della ricettività organica dell’atleta nel corso della giornata, e questa serve al coach per stabilire il carico di lavoro. Il risultato può essere visto anche dall’allenatore sul proprio computer, che a distanza di chilometri può interagire con l’atleta e concordare la quantità e l’intensità dell’allenamento. «Ed è proprio così – aggiunge Mauro Tontodonatialla mattina controllo nella funzione Trainer Vista di SuperOp il risultato dei miei atleti (il coach segue anche atleti di canoa e canottaggio, ndr) e, dopo aver sentito il loro feedback confermo o modifico il piano di allenamento della giornata». E dopo diversi mesi di utilizzo con atleti professionisti, il riscontro è positivo.

«Trovo un costante parallelismo tra ciò che mi dice l’atleta sulle sue sensazioni e il responso di SuperOp» sottolinea Tontodonati, anche in condizioni estreme come l’allenamento in quota. «Ci crediamo in SuperOp tanto che nel ritiro fatto in altura in Messico lo scorso anno, Federico ha avuto indicazioni da SuperOp di iniziare gli allenamenti dopo sei giorni dal suo arrivo a 2.500 metri, ed è stata una segnalazione preziosa per come è andato il proseguo della stagione» aggiunge papà coach Tontodonati.

Uno strumento, quello di SuperOp, che ormai è entrato nella “attrezzatura” standard dell’atleta: «e lo considero come uno specchio dove guardarmi e ritrovarmi – commenta Federico – perché io so già che domenica mattina mi sveglierò con un ‘semaforo rosso’ indice della mia solita tensione pregara che passerà il secondo dopo aver sentito lo sparo del via».

L’aspetto psicologico, si sa, influisce sulla condizione fisica di atleti professionisti, e non solo, e di conseguenza sulle sue prestazioni.

«Questo, noi allenatori, lo sappiamo da tempo – conclude Mauro – ma la sfida è capire lo stato emotivo dell’atleta, soprattutto alla vigilia della competizione, perché non si consumi internamente prima ancora di scendere in gara».

Tutto è pronto in Bohemia per vedere in gara il meglio della marcia europea e puntare ad una affermazione del team Tontodonati.

Per maggiori informazioni: www.super-op.com

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Marco