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SANTINI: UNA GARA LUNGA CINQUANT’ANNI

È stato presentato sabato, durante la conferenza “Eroica del mondo” a Buonconvento, in occasione dell’Eroica Primavera nella provincia senese, il libro “Santini, a second Skin” di Gino Cervi e Guido P. Rubino, autorevoli firme nel ciclismo. I due autori celebrano il cinquantenario di Santini Maglificio Sportivo ripercorrendone la storia attraverso le testimonianze dei protagonisti, di campioni e di operatori del settore. E tracciano un profilo inedito di Pietro Santini, il fondatore, che ha saputo trasformare negli anni la piccola sartoria di famiglia in un brand internazionale conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, senza però mai tradire quella laboriosità artigianale che l’evoluzione del comparto tessile e l’avvento dei mercati emergenti non sono riusciti a scalfire.

Il 2015 ha celebrato una ricorrenza importante per Santini Maglificio Sportivo. L’azienda di Lallio, in provincia di Bergamo, nota per le sue divise da ciclismo utilizzate da tutti i campioni più affermati, lo scorso anno ha infatti tagliato il traguardo dei cinquant’anni di attività. Una ricorrenza importante non solo nell’ambito del ciclismo e tra gli addetti ai lavori, ma anche nel tessuto economico e sociale della laboriosa bergamasca.

Per festeggiare questa importante ricorrenza, due penne del ciclismo italiano – Gino Cervi e Guido P. Rubino – hanno firmato “Santini, a second Skin”, un interessante volume in cui ripercorrono l’intera storia dell’azienda attraverso le vicissitudini, le scelte e la vita (interamente dedicata al “suo” maglificio) di Pietro Santini, il titolare che negli anni ha introdotto e affinato il concetto di “abbigliamento tecnico”, dalle spesse e ingombranti maglie di lana ai sottilissimi body aderenti come “una seconda pelle”.

Il volume è stato presentato sabato 30 aprile, nel corso degli eventi a margine dell’Eroica Primavera, che si è disputata ieri, primo maggio. L’Eroica è una manifestazione cicloturistica che si ripropone di valorizzare il territorio del Chianti attraverso la riscoperta dei suoi angoli più nascosti e caratteristici. Si svolge dal 1997 in provincia di Siena, generalmente la prima domenica di ottobre, con la particolarità di rievocare il ciclismo di un tempo: percorsi che si svolgono in buona parte su strade bianche da effettuare con biciclette d’epoca. Quella che avrebbe potuto sembrare un’idea per nostalgici fuori dal tempo ha avuto, al contrario, un successo tale che sono sorte repliche “su licenza” in diverse parti del mondo, più un’edizione primaverile – quella dello scorso weekend, appunto – che si corre ogni anno a Buonconvento, una “ciclostorica” su strade bianche tra la Val d’Arbia, i vigneti di Montalcino, la Val d’Orcia e le Crete senesi.

Una tale manifestazione, pertanto, ha rappresentato il contesto ideale per ospitare il libro di Santini. La gara, infatti, esalta la storia del ciclismo e il maglificio di Lallio ne ha scritto gli ultimi cinquant’anni. Una storia intrisa di fatica e di passione, proprio quelle che Pietro Rosino Santini ci metteva da adolescente quando correva in bicicletta confrontandosi con i “mostri sacri” del tempo e delle sue strade: Gianni Motta e Felice Gimondi.

Santini sognava a pedali; ma poiché di sogni non si vive, lavorava con impegno in un’officina meccanica. E probabilmente sarebbe rimasto tutta la vita un onesto e anonimo operaio, se non fosse che un piccolo incidente sul lavoro lo costrinse a 45 giorni di riposo forzato, come sottolinea Pier Bergonzi, vicedirettore della Gazzetta dello Sport, nella prefazione del libro. Una pausa forzata durante la quale Santini, incapace di starsene con le mani in mano, si ritrovò ad aiutare le sorelle Maria e Natalina nell’artigianale sartoria familiare di Sforzatica. E da qui partì tutto: nel 1965 nacque Santini Maglificio Sportivo e le divise per le squadre ciclistiche furono la logica conseguenza dei sogni a pedali di Pietro.

Nel loro volume, Cervi e Rubino svelano al lettore – anche attraverso diverse voci del mondo del ciclismo – le varie fasi attraverso le quali quella piccola sartoria familiare è diventata, poco a poco, fabbrica, poi industria e, infine brand, punto di riferimento internazionale nel comparto dell’abbigliamento sportivo. Dalla piccola provincia al mondo, senza però mai tradire quella laboriosità artigianale che l’evoluzione del comparto tessile e l’avvento dei mercati orientali non sono riusciti a scalfire. Una laboriosità riconosciuta dal massimo ente del ciclismo mondiale: da anni, infatti, Santini è fornitore ufficiale delle maglie dei Campioni del Mondo UCI (Union Cycliste Internationale), nonché – in casa nostra – delle maglie del Giro d’Italia. Prima tra tutte, la Maglia Rosa che da sabato prossimo sarà in palio sulle strade del Bel Paese, e Pietro Santini ne è un orgoglioso abitante.

Titolo: Santini, a second Skin
Autore: Gino Cervi – Fotografie di Guido P. Rubino
Edito da: Bolis Edizioni
Prezzo: Euro 29,90
Ordine disponibile online al link: http://www.santinisms.it/it/merchandise/santini-a-second-skin-465.html

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Marco

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