Home » Outdoor » LA DURKOPP – BRENNABOR DEL MUSEO NICOLIS IN ANTEPRIMA ALLA FIERA ITINERANDO DI PADOVA

LA DURKOPP – BRENNABOR DEL MUSEO NICOLIS IN ANTEPRIMA ALLA FIERA ITINERANDO DI PADOVA

Villafranca di Verona, 6 febbraio 2018 – Ebbene sì, esiste! Parliamo della bicicletta da turismo Durkopp con componenti Brennabor, classe 1910 che il Museo Nicolis di Verona presenta per la prima volta al pubblico alla Fiera Itinerando, per diffondere la cultura delle due ruote.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Questo gioiello fa parte di una rarissima collezione di 120 modelli d’epoca che inizia con i precursori della bicicletta dell’800, semplici modelli in legno muniti di ruote, di sterzo e senza pedali.

Da qui, i successivi velocipedi con grande ruota anteriore a scatto fisso che in poco tempo si sono evoluti in una miriade di variabili con applicazioni di ogni tipo: ruote di legno, gomma piena, camera d’aria ecc.; ed è proprio in questo contesto che si inserisce l’ingegnosa – gomma che non si buca mai -.

La caratteristica principale della Durkopp è senza dubbio l’applicazione del caucciù forato strategicamente che risolveva l’incubo di ogni ciclista di rimanere appiedato durante una piacevole escursione.

Pietre, buche e chiodi non fermavamo nemmeno il più timoroso cicloturista.

Le innovazioni non finivano qua. Anche il telaio rinforzato con tubi obliqui, garantiva sicurezza al ciclista con un peso superiore alla media. Vi era poi, la “contropedalata” per frenare agevolmente la ruota posteriore, mentre sulla ruota anteriore agiva il tradizionale freno a pressello.

Si può dire che già un secolo fa il “turismo in bicicletta” era di gran moda ed ogni particolare del proprio mezzo veniva curato nei minimi dettagli, ciò si può notare nell’applicazione del ricercato fanale ad acetilene o nel caratteristico campanello che, azionato tramite un filo al manubrio, trillava grazie all’attrito volvente della rotellina a contatto con la gomma.

E di cicloturismo si parla da più di un secolo, ecco una bella citazione ripresa dal libro d’epoca “Ciclismo per tutti” del 1937, conservato nell’archivio del Museo Nicolis:

“…Ogni città ed ogni paese ha i suoi dintorni pittoreschi ed interessanti dal lato storico e turistico. Non si tratta che di studiare bene gli itinerari perché le gite e le marcie riescano di gradimento e completino gli scopi che il ciclo-turismo si propone: conservare agli uomini la salute del corpo e ridonare quella dello spirito…

Caratteristiche tecniche

  • Modello, Durkopp da turismo con componenti Brennabor, Germania.
  • Anno, 1910.
  • Telaio, rinforzato con tubi obliqui.
  • Freno anteriore, a pressello.
  • Freno posteriore, a contro pedale.
  • Fanale, acetilene.

Ma le sorprese al Museo Nicolis sono tante e sorprendenti, venite a scoprirle tra i modelli di bicicletta da corsa e da turismo, tra cui i prestigiosi velocipedi di fine ‘800.

Il Museo Nicolis fa parte della rete Verona Garda Bike, nata nel 2012 su iniziativa di nove aziende veronesi con un obiettivo comune: il sostegno e la promozione del cicloturismo sulle sponde del Lago di Garda. www.veronagardabike.com

Testo e foto Museo Nicolis: http://www.museonicolis.com/la-gomma-che-non-si-buca-e-non-si-sgonfia-mai-e-del-1910-veloce-leggera-ed-elimina-la-camera-daria/

Nota per la redazione

Il Museo Nicolis è uno dei più importanti musei privati in Italia e Europa che custodisce ben 7 collezioni d’epoca: centinaia tra auto, moto e biciclette, macchine fotografiche e per scrivere, piccoli velivoli, accessori di viaggio e tanti oggetti vintage, opere dell’artigianato e dell’ingegno umano. Un emozionante viaggio nel tempo in 6000mq, oltre 1 km di percorso espositivo. Il Museo Nicolis rappresenta un “unicum” nel suo genere e viene indicato come emblematico della moderna cultura d’impresa. I Nicolis, infatti, sono da oltre 70 anni imprenditori nel recupero di materie prime e secondarie e l’azienda di famiglia, la Lamacart di Villafranca di Verona è leader nel recupero e lavorazione della carta da macero. Concetti quali “raccolta” e “riutilizzo”, che hanno guidato la crescita d’impresa cartaria, sono gli stessi che hanno alimentato la passione per il collezionismo di Luciano Nicolis, consentendogli di vedere dei “gioielli” dove altri vedevano solo rottami e aiutandolo nella instancabile opera  di ricerca che lo ha portato a scovare in tutto il mondo auto d’epoca, a recuperarle, restaurarle e riportarle all’antico splendore. Una passione che ha restituito alla storia dell’automobile, e non solo, un patrimonio altrimenti perduto.

Commenti

commenti

Marco